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BIOGRAFIA 2017-11-15T23:00:04+00:00

BIOGRAFIA

Sono Davide Pisapia nato a Napoli il 23 Giugno 1988 e realizzo da autodidatta sculture e quadri tridimensionali prevalentemente in ferro, per condividere e dare libero sfogo al richiamo incondizionato ed inarrestabile del realizzare forme. Il mio percorso nel mondo dell’arte inizia in un modo un po’ inconsueto poiché provengo da un lavoro nel settore industriale. Avevo 20 anni quando mi sono trovato proiettato in un contesto aziendale, nel quale la razionalità richiesta sembrava mi avesse portato ben lontano dalla possibilità di conoscere quel lato della mia personalità carica di gusto e di fantasia. Però talvolta la vita è piena di sorprese e ci da delle opportunità anche nei momenti più impensati. Così, nel pieno della crisi economica, per evadere un po’ dalla realtà quotidiana, realizzavo dei piccoli lavori in ferro che cominciarono a scaturire in me un forte interesse. Grazie all’estro e alla manualità che mi appartengono, mi sono ritrovato a scoprire gradualmente il mondo dell’arte e del design, che giorno dopo giorno, mi hanno affascinato sempre più. Sentii il bisogno incontrastato di valorizzare quanto iniziato, di trarne delle emozioni. Da quel momento, si innescò uno straordinario processo creativo che, attraverso diversi stadi di maturità stilistica, ha portato alla materializzazione dei miei lavori, simbolo di un lato del mio essere di cui ne ero completamente all’oscuro.

ALTER EGO

Ho sempre pensato che per scoprirsi bisogna guardarsi attraverso uno specchio e la sua immagine riflessa ci offre un nuovo punto di vista del nostro essere: l’altro volto della luna. Così impariamo a conoscere meglio quella parte introspettiva presente in ognuno di noi, la più preziosa e misteriosa, ossia il nostro Alter Ego.

IL MATERIALE

Viene riscaldato, tagliato, piegato, fuso, levigato e verniciato, il ferro è il filo conduttore delle mie realizzazioni. La sua anima però è fredda e dunque difficile da plasmare secondo il proprio volere. Il mio lavoro è semplicemente quello di comprenderlo, esaltarlo secondo le mie idee e restituirgli il valore che si merita.

DA UN FOGLIO DI CARTA

La luce accecante della saldatura e le sue scintille in grado di infilarsi nei vestiti, le scottature delle mani per i guanti bucati dall’usura, la vernice colorata che protegge l’anima del lavoro ed il rumore stridente delle levigatrici che invece ne eliminano le sue imperfezioni, la stufetta elettrica che riscalda le gambe gelate dal freddo pungente ed il caldo torrido che complica anche le azioni più semplici, la malinconia di un giorno di pioggia ed i silenzi che la musica tentava di coprire, l’incoraggiamento dei raggi riflessi sui banconi in ferro ed il sussulto dei martelli che ci battono sopra. Tanti, troppi, sarebbero i dettagli da descrivere in questi anni trascorsi in officina tra scelte, errori, creazioni, preoccupazioni e gioie, ma dopo tutto, queste sculture finalmente vedono la luce. Che sia un grande spettacolo.

Tutto è iniziato da un foglio di carta stropicciato, il resto lo trovate qui.

IL BISOGNO

Nella vita tutto nasce da un bisogno ed il mio è sempre stato quello di sentirmi felice ed in pace con me stesso, con semplicità. Trovare lo specchio giusto nel quale rivedersi, quella linea di confine che ci appaga. Non è sempre facile trovare se stessi, per alcuni talvolta diventa impossibile per incapacità personale, oppure, perchè subentrano impedimenti esterni di natura economica, politica, sociale.

Io personalmente ho potuto e voluto seguire il mio istinto, sapendo che c’era una via d’uscita che mi avrebbe condotto a ciò che Ken Robinson chiama “l’Elemento”. Infatti lo scrittore afferma che:

“Esiste un luogo in cui le cose che amiamo e quelle che siamo bravi a fare si ritrovano insieme. Questo luogo dell’anima si chiama l’Elemento. L’Elemento è il punto d’incontro fra le attitudini naturali e le passioni personali. Quando le persone si trovano nel loro Elemento, sono in connessione con qualcosa di fondamentale per il loro senso di identità, per il loro scopo nella vita e per il loro benessere. Essere nel proprio Elemento rivela loro chi sono veramente e che cosa devono veramente fare della loro vita.”

Dunque la chiave è avere già tutto chiaro nella testa, senza neanche essere consapevoli di fare la cosa giusta o sbagliata, l’importante è testarsi e rischiare.

LA FELICITA’

Quando realizzo un’opera impegnativa e faticosa sento spesso la sensazione di non finirla mai. Sto lì a comporla, pezzo dopo pezzo e le mie mani sono guidate da quella fottuta testa pignola che non ho il coraggio di ingannare. Tutto deve essere fatto così come ho immaginato o disegnato. Poi arrivano i miraggi, che sono terribili, poichè in quell’attimo in cui ne ho uno, penso che finalmente l’opera sia completa.. ma basta un battito di ciglia e ritorno a vederla come prima: incompleta.Poi, giorno dopo giorno, le forme prendono il volume desiderato, la vernice comincia ad abbracciare il ferro ed i particolari vengono perfezionati. A quel punto poso gli attrezzi, guardo l’opera ultimata e sorrido, tirando un sospiro di sollievo. Quello è il momento in cui saprei dirvi cos’é la felicità.