BIOGRAFIA 2018-06-07T21:36:32+00:00
BIO

Davide Pisapia, in arte Alter Ego, è un artista italiano nato a Napoli il 23 Giugno 1988 dove vive e realizza le sue opere.

Dopo essersi diplomato al Tecnico Industriale, inizia a lavorare come geometra nell’impresa di famiglia ed apprende sul campo l’arte dei carpentieri.

Da questo primo approccio di tipo “industriale”, inizia a realizzare nel 2014 i suoi primi lavori in ferro di oggettistica e design. Questo sarà l’anno in cui sceglierà la scultura come linguaggio principale della sua poetica.

La voglia di dare libero sfogo al richiamo incondizionato ed inarrestabile del creare forme, lo porta a realizzare opere il cui intento è quello di condurre al disvelamento del proprio e dell’altrui alter ego, a cui si ispira lo pseudonimo dell’artista.

Il suo linguaggio scultoreo è caratterizzato dalla trasparenza delle forme che lasciano attraversare la luce, dagli specchi per rivedere se stessi e dai colori vivaci per riportare all’infanzia.

Il fine della sua ricerca, dunque, è di condurre alla comprensione di un codice emozionale personale, quello più remoto e sensibile, poiché in parte legato all’infanzia ed in parte ad un presente talvolta opprimente.

Il suo esordio al pubblico avviene nel maggio 2015, a soli 27 anni, al Napoli Arte Fiera insieme alle opere dei più importanti artisti internazionali della scena contemporanea e moderna.

Del febbraio 2016 la sua prima mostra personale intitolata “Humans & Love” presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, sulla scia di maestri dell’arte partenopea come Lello Esposito e Riccardo Dalisi.

Nel giugno 2016 si aggiudica con l’opera “Spleen”  il premio di 2° classificato del pubblico alla Prima Triennale d’Arte Contemporanea di Verona con menzione speciale della Commissione Giudicante composta da: Luca Beatrice, Angelo Crespi ed Estemio Serri.

Successivamente nel mese di settembre partecipa alla collettiva “Passage” inaugurata presso la Galleria Thuillier di Parigi.

Sempre con l’opera “Spleen”, gli viene conferito il premio “Vibel Design” come miglior opera in metallo alla 12° edizione del Paratissima di Torino, svoltosi nel novembre 2016.

Nel Maggio 2017 è nella mostra collettiva “Artlovers” della Rose & King Galleries nel quartiere Mayfair di Londra.

Il mese successivo la sua scultura “Odi et Amo” è tra le opere di Arte Salerno, evento svoltosi nella Stazione marittima Hadid, dove ottiene il premio “Viva Arte Venezia” da cui ne conseguirà la sua partecipazione alla 57° Biennale d’Arte di Venezia nel Padiglione Nazionale Guatemala curato da Daniele Radini Tedeschi.

Ad inizio 2018, è stato selezionato per la mostra collettiva dei migliori giovani artisti contemporanei della casa editrice d’arte Gutenberg presso il Centro Luigi Di Sarro in Roma.

Un motto che ha reso suo è: “Non perdete mai la voglia e l’entusiasmo. Avete ragione voi”.

DA UN FOGLIO DI CARTA

La luce accecante della saldatura e le sue scintille in grado di infilarsi nei vestiti, le scottature delle mani per i guanti bucati dall’usura, la vernice colorata che protegge l’anima del lavoro ed il rumore stridente delle levigatrici che invece ne eliminano le sue imperfezioni, la stufetta elettrica che riscalda le gambe gelate dal freddo pungente ed il caldo torrido che complica anche le azioni più semplici, la malinconia di un giorno di pioggia ed i silenzi che la musica tentava di coprire, l’incoraggiamento dei raggi riflessi sui banconi in ferro ed il sussulto dei martelli che ci battono sopra. Tanti, troppi, sarebbero i dettagli da descrivere in questi anni trascorsi in officina tra scelte, errori, creazioni, preoccupazioni e gioie, ma dopo tutto, queste sculture finalmente vedono la luce. Che sia un grande spettacolo.

Tutto è iniziato da un foglio di carta stropicciato, il resto lo trovate qui.

IL BISOGNO

Nella vita tutto nasce da un bisogno ed il mio è sempre stato quello di sentirmi felice ed in pace con me stesso, con semplicità. Trovare lo specchio giusto nel quale rivedersi, quella linea di confine che ci appaga. Non è sempre facile trovare se stessi, per alcuni talvolta diventa impossibile per incapacità personale, oppure, perchè subentrano impedimenti esterni di natura economica, politica, sociale.

Io personalmente ho potuto e voluto seguire il mio istinto, sapendo che c’era una via d’uscita che mi avrebbe condotto a ciò che Ken Robinson chiama “l’Elemento”. Infatti lo scrittore afferma che:

“Esiste un luogo in cui le cose che amiamo e quelle che siamo bravi a fare si ritrovano insieme. Questo luogo dell’anima si chiama l’Elemento. L’Elemento è il punto d’incontro fra le attitudini naturali e le passioni personali. Quando le persone si trovano nel loro Elemento, sono in connessione con qualcosa di fondamentale per il loro senso di identità, per il loro scopo nella vita e per il loro benessere. Essere nel proprio Elemento rivela loro chi sono veramente e che cosa devono veramente fare della loro vita.”

Dunque la chiave è avere già tutto chiaro nella testa, senza neanche essere consapevoli di fare la cosa giusta o sbagliata, l’importante è testarsi e rischiare.

LA FELICITA’

Quando realizzo un’opera impegnativa e faticosa sento spesso la sensazione di non finirla mai. Sto lì a comporla, pezzo dopo pezzo e le mie mani sono guidate da quella fottuta testa pignola che non ho il coraggio di ingannare. Tutto deve essere fatto così come ho immaginato o disegnato. Poi arrivano i miraggi, che sono terribili, poichè in quell’attimo in cui ne ho uno, penso che finalmente

l’opera sia completa.. ma basta un battito di ciglia e ritorno a vederla come prima: incompleta.Poi, giorno dopo giorno, le forme prendono il volume desiderato, la vernice comincia ad abbracciare il ferro ed i particolari vengono perfezionati. A quel punto poso gli attrezzi, guardo l’opera ultimata e sorrido, tirando un sospiro di sollievo. Quello è il momento in cui saprei dirvi cos’é la felicità.

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